Mostra personale di RAFFAELLO BECUCCI
con una “prefazione” scritta di UBALDO FADINI
Inaugurazione: venerdì 11 Maggio, dalle ore 17,30
Dall’11 Maggio al 29 Giugno presso “91C: coworking space”
via Filippo Corridoni 91 Firenze
Apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 19,00
Continua il viaggio onirico e visionario di Raffaello Becucci, con i suoi “mostri” bislacchi e grotteschi, i suoi “angeli” inquieti e le “anatomie”. Come un amanuense del nuovo millennio, l’artista, attraverso la pratica del disegno su piccole dimensioni, vicini per certi versi ai codici miniati medievali, racconta storie sospese, epifanie mai tradite ma rivelate, appunto, dal fare arte… Per questa nuova occasione espositiva, l’artista parte da un titolo, legato ad una celebre opera di Pieter Bruegel il Vecchio, “LA CADUTA DEGLI ANGELI RIBELLI” (1562). Suggestioni e rimandi emozionali che vengono a galla sul senso dell’angelo ( come “messo, “messaggero”…), sul suo valore simbolico quanto religioso, trasversalmente interpretato dall’artista in forme bizzarre, antropomorfe, oniriche, al limite del “mostruoso”. L’angelo ribelle che combatte demoni e paure ancestrali, nell’apocalisse degli eventi è in fondo una metafora aperta, il coraggio di combattere le proprie paure, di combattersi, di essere santo e dannato allo stesso tempo. In fondo questo è il senso che spinge Raffaello Becucci a disegnare alacremente, senza risparmiarsi in particolari e simboli, dedicandosi con ostinata volontà al tema del “mostro” e, soprattutto, del “mostruoso”: mostro come forma irrisolta, in quanto demone, drago, “freaks”, anomalia biologica, metamorfosi, ma anche come “prodigio”, e questo affrontato, come detto, non solo nel disegno su carta, ma anche recentemente in scultura, modellando piccole statuette in terracotta dipinta.
La potenza della generazione. A proposito di alcune opere di Raffaello Becucci
Dove ci portano gli angeli ribelli e i mostri? E’ questa una delle domande che scaturiscono
dall’osservazione delle opere di Raffaello Becucci, con quel loro singolare effetto di
segnalazione, di indicazione di una avventura che trascina in luoghi ingarbugliati, inquietanti e
però capaci anche di rinviare a squarci di sereno, di trasparenza ritrovata. E ancora: niente di
curioso in quello che ci viene presentato; anzi, cervello, muscoli e appunto il cuore vengono qui
mostrati nella loro operatività, dalla parte del “soggetto” e da quella dell’“oggetto”, per così
dire. E’ l’attività creatrice dell’artista, il suo mettere le mani sopra…, a ricongiungere
fantasia e ragione nello sforzo di restituire quella potenza di metamorfosi che si presenta,
sempre parzialmente, anche e soprattutto nei processi di “mostrificazione” di ciò che vive, che
cade e si risolleva.
Ubaldo Fadini
Raffaello Becucci (Firenze 1981), vive e lavora a Firenze.
L’artista lavora su una personale rilettura del tema del “mostruoso”, grazie alla pratica del
disegno, scavando nelle iconografie, nella mitologia e nelle leggende popolari, così da recuperare
immagini per poi interpretarle. Realizza opere prevalentemente su carta applicata su tavola, con
biro, caffè, bitume, ecoline, verderame, tintura di iodio, matite e grafite. Inoltre l’artista
esegue anche disegni sul tema delle “anatomie”, prendendo spunto dalle illustrazioni mediche e di
chirurgia, mettendo così in relazione il sacro ed il profano, lo scientifico ed il trascendentale…
Inoltre l’artista realizza anche sculture ed oggetti in terracotta patinata a freddo.
www.raffaellobecucci.it